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LA FILOSOFIA DELLA DOP ECONOMY
Come il cibo di qualità può generare cultura, comunità e futuro
Ogni mattina, in Italia, quasi un milione di persone mette in moto un sistema produttivo fatto di oltre 180.000 imprese agroalimentari legate alle Indicazioni Geografiche. È un lavoro diffuso, spesso silenzioso, che mantiene vive nel tempo le nostre tradizioni e che rende i nostri cibi più buoni e più sicuri. Li riconosciamo in etichetta attraverso due sigle europee entrate nella quotidianità, DOP e IGP, che incontriamo quando acquistiamo Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma, Chianti, Prosecco, Arancia Rossa di Sicilia e tanti altri prodotti, e che ritroviamo nei menù dei ristoranti per indicare ingredienti e vini unici. Ma che mondo rappresentano queste due sigle? Negli ultimi anni, il sistema delle Denominazioni di Origine Protette (DOP) e delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) ha modellato i territori italiani, dando forma a una nuova economia geografica, oggi definita con il neologismo Dop economy. Ha valorizzato patrimoni culturali e artistici, rafforzato le comunità e la riconoscibilità del made in Italy nel mondo, restituendo un senso più pieno ai nostri prodotti agroalimentari. Il libro racconta e interpreta questa trasformazione attraverso un’analisi dei valori di quella che, di fatto, è una nuova filosofia del cibo. Una riflessione che parte da esperienze concrete, ne mette in luce risultati e insegnamenti, limiti e contraddizioni, e indica le sfide che abbiamo davanti come Paese. Per le imprese, i Consorzi di tutela e le istituzioni, consolidare questo modello significa preservare la qualità italiana. Per i cittadini significa mantenere vivo il valore dei territori.
LA FINE DELLA SILICON VALLEY. ARCHITETTURA DEL CAPITALISMO DIGITALE
Nell’era digitale, la Silicon Valley era considerata il più grande polo dell’Information Technology al mondo e la più potente metafora degli Stati Uniti e del loro modello tecnocentrico. Ma nell’era post-digitale potrebbe apparire come il loro museo, la città illusoria della tecnologia che confeziona prodotti assemblati altrove. Fino a poco tempo fa la corporation era un’entità allo stesso tempo reale e virtuale, che agiva sia sul piano economico-finanziario sia su quello fisico e geopolitico. Nell’epoca dell’umanizzazione delle tecnologie digitali, invece, la diffusione dello smart working sta accelerando il suo distacco dallo spazio fisico, col conseguente abbandono dell’idea di campus. Inoltre, il recente spostamento del baricentro dell’economia mondiale verso oriente ha messo in luce come le aziende dell’IT, i cui stabilimenti di produzione sono ormai collocati fuori dal territorio americano, non abbiano più bisogno di conservare il loro quartier generale. Quale sarà, dunque, il futuro della Silicon Valley? Diventerà un’area geografica popolata da nuovi monumenti rappresentativi di un’architettura ormai prestata alle logiche del mercato dell’IA? O rimarrà solo il deposito fisico, l’archivio e il museo diffuso della cultura digitale? Oppure forse lo è già? La tesi che sta alla base di questo libro è che comunque, in un imminente futuro, la maggiore tecnopoli del mondo non sarà più in grado di raccontare la complessa storia delle aziende dell’informatica che l’hanno resa celebre.
Museo Nazionale del Bargello. Il Salone di Donatello
Museo Nazionale del Bargello. Il Salone di Donatello è il volume dedicato al rinnovato Salone di Donatello del Museo Nazionale del Bargello, primo museo nazionale dell’Italia unita e luogo simbolo della nascita della scultura moderna. Attraverso il racconto del nuovo allestimento, inaugurato nel 2025 a seguito di un articolato intervento di restauro e aggiornamento museografico, il libro restituisce la Firenze del Quattrocento come laboratorio fondativo di un linguaggio artistico destinato a influenzare la cultura europea. Il volume approfondisce le scelte espositive che hanno guidato il riordino del Salone, dall’inedito e centrale posizionamento del David in bronzo di Donatello alla riorganizzazione delle opere secondo nuovi equilibri spaziali, cronologici e visivi, con l’introduzione di soluzioni tecnologiche e dispositivi orientati a una fruizione più accessibile e inclusiva. Ne emerge un museo inteso non solo come luogo di conservazione, ma come spazio di racconto, dialogo ed esperienza condivisa.
Light from Italy: da Fattori a Morandi
Light from Italy: da Fattori a Morandi è il catalogo dell’omonima mostra, evento di eccezionale rilievo per la cultura lettone ed europea. Per la prima volta, il Museo Nazionale d’Arte della Lettonia accoglie una vasta selezione di capolavori dell’arte italiana del XIX e XX secolo provenienti dalle Gallerie degli Uffizi, messi in dialogo con opere fondamentali dell’arte lettone tra la fine dell’Ottocento e il modernismo classico. Al centro del percorso, articolato in sei sezioni tematiche e cronologiche, vi è la luce come principio estetico, linguaggio condiviso e luogo di incontro tra tradizioni artistiche diverse. Il volume, riccamente illustrato, accompagna e approfondisce i contenuti dell’esposizione, restituendone la complessità storica, formale e simbolica. Pubblicato in un’unica edizione trilingue, con testi in italiano, lettone e inglese, il catalogo si configura come strumento critico e testimonianza duratura di una collaborazione internazionale che unisce ricerca storico-artistica, diplomazia culturale e valorizzazione del patrimonio europeo.
DUE DONNE VERSO L’INDIA DI TAGORE
L’epistolario inedito tra Anna Maria Ortese e Adriana Capocci Belmonte
Anna Maria Ortese aveva ventitré anni e Adriana Capocci Belmonte diciannove quando ebbe inizio la loro amicizia. Un rapporto solidale e intenso, che sostenne in entrambe il primo affacciarsi alla vita, con i sogni d’amore e d’espressione. Adriana era rimasta folgorata dalla lettura di Angelici dolori e decise di conoscerne l’autrice. Le due giovani, dotate di una fervida intelligenza e desiderose di indipendenza, iniziarono a scriversi, a frequentarsi, a condividere letture, a scambiarsi ritratti e disegni, a camminare insieme nella vita, confrontandosi con la società della prima metà del Novecento. Il frutto più fecondo di tale sodalizio esistenziale e affettivo, che questo carteggio, ancora inedito nella sua completezza, vuole mettere in luce, consiste nello sguardo che le due donne rivolsero verso l’Oriente e l’India, suggerendoci un elemento rivoluzionario di indagine sulla poetica di Anna Maria Ortese: l’influenza del pensiero di Rabindranatah Tagore. L’India era sentita da entrambe come una “patria” verso cui tornare. Adriana si spense prematuramente e non poté vedere esaudito il suo desiderio, ma Anna Maria ha attraversato l’intero secolo, traendo linfa da questi primi anni. Nello scambio epistolare, i riferimenti a Tagore indicano una prospettiva di analisi e di interpretazione che si rivela fondamentale per la comprensione delle radici generative della poetica ortesiana. La lettura di questo fondo privato – un corpus di documenti, scritti, disegni, fotografie di straordinario valore, il cui arco cronologico si estende dal 1938 al 1943 – arricchisce il ritratto della scrittrice di una dimensione intima, contribuendo al contempo alla ricostruzione di un importante contesto storico -culturale e politico.
Gli dei ritornano. I Bronzi di San Casciano Quarta edizione
Questo volume è la quarta edizione del catalogo Gli dei ritornano. I Bronzi di San Casciano, pubblicato in occasione della mostra omonima, che si sposta al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, da dicembre 2025 a marzo 2026, e in cui sono esposti più di cento reperti provenienti dagli scavi condotti a San Casciano dei Bagni. Il volume è composto da quarantuno schede di carattere archeologico e da una campagna fotografica che documenta e cataloga i singoli reperti. Aprono il catalogo sette saggi introduttivi che illustrano e analizzano, da un punto di vista storico-culturale, il passato e il presente dei Bronzi di San Casciano e il percorso espositivo della mostra.
Contro lo spreco
Ridurre gli sprechi alimentari, azzerarli se possibile, o meglio prevenirli o recuperarli è oggi una priorità, visto che le risorse naturali – il suolo, l’acqua, l’energia – non sono infinite e la popolazione cresce costantemente. Ma questo non è solo un libro sul cibo che buttiamo, piuttosto un viaggio nel nostro modo di abitare il mondo: racconta oltre venticinque anni di ricerca e azione civile, intrecciando dati, storie e visioni in un percorso che unisce economia e giustizia, conoscenza e responsabilità, scienza e quotidianità. Dalla cucina domestica alle politiche urbane, fino alle sfide globali del clima, l’autore mostra come ogni gesto – un acquisto, una scelta, un avanzo salvato – sia anche un atto politico e culturale. Lo spreco è allora il punto di partenza per interrogarsi sui limiti del nostro modello di sviluppo e per immaginare un’economia diversa, di cura e di equilibrio ecologico, dove il valore del cibo si misura non solo nel prezzo ma nel rispetto per le persone, la natura e il tempo.
Il tempo della devozione. Libri d’ore italiani tra Medioevo e Rinascimento
In un’epoca in cui la devozione personale iniziava a prendere nuove forme e la lettura privata si diffondeva tra i laici, nacquero oggetti capaci di unire arte, meditazione e vita quotidiana. Il volume curato da Francesca Manzari, Lucia Tongiorgi Tomasi, Ebe Antetomaso e Marco Guardo invita a riscoprire questi manufatti: i libri d’ore italiani, piccoli capolavori miniati che tra Medioevo e Rinascimento hanno accompagnato la preghiera domestica, rinnovato l’immaginario religioso e lasciato un’impronta decisiva nella storia del libro e della miniatura. Il tempo della devozione. Libri d’ore italiani tra Medioevo e Rinascimento approfondisce la loro funzione nella pratica quotidiana della preghiera, la ricchezza dei cicli iconografici e il ruolo che ebbero nella nascita della devozione laica e della lettura individuale, mostrando come questi manoscritti, spesso destinati alle donne, riflettano l’evoluzione della miniatura italiana e la circolazione dei modelli artistici in Europa.
La famiglia Cascella. Oltre il tempo
“La famiglia Cascella. Oltre il tempo celebra una straordinaria dinastia artistica che, dal XIX secolo a oggi, ha attraversato cinque generazioni mantenendo intatto un impulso creativo unico. Dal fondatore Basilio, innovatore tra pittura, litografia e editoria, fino ai linguaggi contemporanei di Matteo Basilé e Davide Sebastian, il volume ripercorre un percorso che abbraccia pittura, scultura, ceramica, fotografia, performance e sperimentazioni digitali. Il catalogo, realizzato in occasione della mostra dell’Istituto di cultura italiano a Madrid, presenta saggi, apparati critici e una selezione di opere emblematiche che testimoniano come i Cascella abbiano saputo trasformare le proprie radici abruzzesi in un orizzonte culturale ampio e universale. Una storia familiare che diventa racconto dell’arte italiana, capace di rinnovarsi costantemente e di guardare, davvero, “oltre il tempo”.”
Libro dell’anno 2025
Le guerre, la tregua e il papa della pace. È stato l’anno delle due guerre, in cui in Ucraina, cioè al centro dell’Europa, e in Medio Oriente, con particolare accanimento nella Striscia di Gaza ormai devastata, i combattimenti sono andati avanti giorno dopo giorno. Ma se nel primo caso sono continuati malgrado l’attivismo del presidente ucraino Zelensky e il tentativo – fallito – di Trump di convincere Putin ad accettare almeno un cessate il fuoco, in un vertice a due in Alaska pieno di riconoscimenti per l’autocrate russo, nel secondo, il presidente USA, dopo aver tessuto sapientemente una tela di accordi nel mondo arabo, è riuscito a ottenere la tregua di ottobre. È stato anche l’anno della scomparsa, dopo lunga malattia, di Francesco, papa per certi versi rivoluzionario, e dell’arrivo di Leone XIV, il primo pontefice statunitense, uscito a sorpresa da un conclave inaspettatamente breve.




