Novità
Il tempo della devozione. Libri d’ore italiani tra Medioevo e Rinascimento
In un’epoca in cui la devozione personale iniziava a prendere nuove forme e la lettura privata si diffondeva tra i laici, nacquero oggetti capaci di unire arte, meditazione e vita quotidiana. Il volume curato da Francesca Manzari, Lucia Tongiorgi Tomasi, Ebe Antetomaso e Marco Guardo invita a riscoprire questi manufatti: i libri d’ore italiani, piccoli capolavori miniati che tra Medioevo e Rinascimento hanno accompagnato la preghiera domestica, rinnovato l’immaginario religioso e lasciato un’impronta decisiva nella storia del libro e della miniatura. Il tempo della devozione. Libri d’ore italiani tra Medioevo e Rinascimento approfondisce la loro funzione nella pratica quotidiana della preghiera, la ricchezza dei cicli iconografici e il ruolo che ebbero nella nascita della devozione laica e della lettura individuale, mostrando come questi manoscritti, spesso destinati alle donne, riflettano l’evoluzione della miniatura italiana e la circolazione dei modelli artistici in Europa.
Libro dell’anno 2025
Le guerre, la tregua e il papa della pace. È stato l’anno delle due guerre, in cui in Ucraina, cioè al centro dell’Europa, e in Medio Oriente, con particolare accanimento nella Striscia di Gaza ormai devastata, i combattimenti sono andati avanti giorno dopo giorno. Ma se nel primo caso sono continuati malgrado l’attivismo del presidente ucraino Zelensky e il tentativo – fallito – di Trump di convincere Putin ad accettare almeno un cessate il fuoco, in un vertice a due in Alaska pieno di riconoscimenti per l’autocrate russo, nel secondo, il presidente USA, dopo aver tessuto sapientemente una tela di accordi nel mondo arabo, è riuscito a ottenere la tregua di ottobre. È stato anche l’anno della scomparsa, dopo lunga malattia, di Francesco, papa per certi versi rivoluzionario, e dell’arrivo di Leone XIV, il primo pontefice statunitense, uscito a sorpresa da un conclave inaspettatamente breve.
Reggia contemporanea. Il tempo di Terrae Motus
Reggia contemporanea. Il tempo di Terrae Motus è un viaggio tra arte, memoria e rinascita, che intreccia la storia della collezione Terrae Motus di Lucio Amelio con quella della Reggia di Caserta, restituendo nuova vitalità a uno dei dialoghi più significativi tra arte contemporanea e patrimonio storico in Italia. La collezione nasce nel 1980, dopo il devastante terremoto che colpì Campania e Basilicata, come atto di disobbedienza e di speranza: Lucio Amelio coinvolge alcuni dei più importanti artisti del panorama internazionale – da Beuys a Warhol, da Kounellis a Paladino – invitandoli a trasformare la tragedia in arte, la distruzione in energia creativa. Nel tempo, Terrae Motus diventa non solo una raccolta d’arte, ma un manifesto etico e civile, un invito a “scuotere le coscienze” e a riflettere sul ruolo dell’arte come strumento di resilienza e responsabilità collettiva. Il volume, curato da Tiziana Maffei (direttrice della Reggia di Caserta), con testi di Angela Tecce, Renata Caragliano e Stella Cervasio, racconta la genesi e gli allestimenti storici della collezione fino all’attuale esposizione permanente negli Appartamenti Reali, dove le opere dialogano con l’architettura vanvitelliana in un continuo intreccio di passato e contemporaneità. Le fotografie di Barbara Jodice completano il percorso, restituendo con sensibilità la relazione tra le opere e gli spazi della Reggia, trasformata da luogo monumentale a organismo vivo di pensiero e creatività.
Atlante Geopolitico 2025
Il 2025 segna una cesura silenziosa ma profonda: il mondo ha smesso di cercare un ordine e non sa ancora convivere con il disordine. Le potenze si urtano, le regole si moltiplicano, l’equilibrio si ritrae. Viviamo in un territorio intermedio, instabile e mutevole, dove potenza e fragilità coesistono. Non è la fine dell’ordine: è l’inizio di un ‘nuovo disordine mondiale’. La globalizzazione integra e divide, la tecnologia emancipa e domina, l’interdipendenza unisce e imprigiona. Nessuna potenza governa da sola; il mondo è una mappa in movimento, un sistema senza architetti, la forza non garantisce più sicurezza. Il passaggio da un mondo unipolare a uno oligopolare è in corso, ma non è ancora compiuto e questo genera disordine. […] Che cosa resta da fare, allora, in un Atlante geopolitico che ambisce a guidare i lettori in questa geografia mobile? Innanzitutto, recuperare la capacità di guardare al mondo con occhio freddo e visione lunga. […] Questo Atlante non promette mappe stabili. Intende offrire bussole affidabili. Non pretende di addomesticare il disordine, ma di aiutare a navigarlo. Ogni epoca, scriveva Carl von Clausewitz, elabora la propria teoria della guerra. La nostra deve elaborare la propria teoria dell’interdipendenza. Essere forti significa saper dipendere in modo intelligente; l’efficienza va tarata sulla sicurezza; la cooperazione vive se la deterrenza è credibile. Le istituzioni valgono se riflettono forze reali. Nel 21° secolo il potere è governo del tempo e delle risorse. La conoscenza è il primo bene strategico: comprendere è già agire.
Et vidit Deus quod esset bonum. La Bibbia di Borso d’Este
Et vidit Deus quod esset bonum. La Bibbia di Borso d’Este celebra uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano, la Bibbia di Borso d’Este, realizzata tra il 1455 e il 1461 dai maestri miniatori Taddeo Crivelli e Franco de’ Russi. Il volume, edito da Treccani in occasione del Giubileo 2025 e del centenario dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, accompagna la mostra ospitata al Senato della Repubblica e racconta la storia, l’arte e il significato spirituale di un’opera che fonde fede e bellezza, potere e cultura. Attraverso testi di studiosi e istituzioni, e un ricco apparato di immagini, la Bibbia di Borso d’Este rivive come simbolo di mecenatismo, identità nazionale e dialogo tra fede e arte, un tesoro che continua a illuminare la storia italiana ed europea.
Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana
Il catalogo Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana nasce in occasione dell’omonima mostra al Museo delle Civiltà e propone un viaggio attraverso le collezioni di arti e tradizioni popolari italiane, rivelando la vitalità e l’attualità delle fiabe e dei saperi tradizionali. Ispirandosi a Calvino, il percorso intreccia storie, oggetti e memorie che ci parlano di una cultura agropastorale non relegata al passato, ma viva e trasformabile. Il volume consta di 12 fascicoli relativi alle sezioni espositive della mostra, raccolti all’interno di un cofanetto. Il primo fascicolo, a carattere introduttivo, contiene quattro note metodologiche, una mappa della mostra, un’intervista a Forma Fantasma che ha curato il progetto di allestimento, un testo sull’accessibilità e le introduzioni: una a cura del direttore del Museo Andrea Viliani e una di Massimo Osanna. Ogni fascicolo a seguire contiene un’antologia di testi che ricalcano la relativa sezione della mostra e una selezione fotografica dei reperti esposti.
Fairy Tales Are True… Italian Folk History
“The catalogue Fairy Tales Are True… Italian Folk History has been published on the occasion of the eponymous exhibition at the Museum of Civilizations. It offers a journey through the collections of Italian folk art and traditions, revealing the vitality and contemporary resonance of fairy tales and traditional knowledge. Inspired by Italo Calvino, the exhibition path weaves together stories, objects, and memories that speak of an agro-pastoral culture not confined to the past, but alive and capable of transformation. The volume comprises twelve booklets corresponding to the exhibition’s thematic sections, gathered within a boxed set. The first, introductory booklet includes four methodological notes, a map of the exhibition, an interview with Formafantasma, the studio responsible for the exhibition design, a text on accessibility, and introductory essays by Andrea Viliani, Director of the Museum, and Massimo Osanna. Each subsequent booklet contains an anthology of texts reflecting its respective exhibition section, along with a photographic selection of the displayed artifacts.”
POESIA
Questo volume è la prima raccolta poetica di Marcello Maloberti. Le celebri frasi dell’artista, conosciute come “Martellate”, si presentano ora come atti poetici. Maloberti mette in atto una scrittura della voce affrontando tematiche legato al sacro, al mistico e al divino, che si susseguono in una continua ricerca dell’alto. La parola visita il lettore, trasportandolo in una costante sospensione dal reale. Le poesie, come frasi oscure in una continua ricerca di senso e significato, irrompono sulla pagina bianca come orizzonti, in un alternarsi di umori e registri formali differenti. Il volume, in lingua italiana e francese, riporta le traduzioni di Jean-Paul Manganaro.
Storie di vino
Viaggio tra i grandi vitigni del nostro paese
In nessun altro luogo al mondo esiste una biodiversità viticola così vasta come quella del nostro paese: oltre mille vitigni autoctoni, con molti altri che stanno tornando alla luce grazie al lavoro appassionato di viticoltori innamorati della propria terra. Nebbiolo, montepulciano, sangiovese, glera, barbera, trebbiano, pignoletto, malvasia… Per molto tempo questa ricchezza è stata considerata un problema: negli anni dell’agricoltura industriale, dell’enologia standardizzata e delle classifiche si cercavano varietà “internazionali” valide per ogni clima e ogni mercato. Eppure, da qualche tempo qualcosa è cambiato. È cresciuta la voglia di scoprire ciò che rende un vino unico e irripetibile. Perché ogni vitigno racconta un luogo meglio di qualsiasi guida turistica, ricordandoci che l’enologia italiana non si è costruita attorno a pochi modelli dominanti, ma su infinite varianti locali, custodite da generazioni di contadini anonimi. Di fronte ai cambiamenti climatici e alle sfide ambientali, disporre di una base genetica ampia significa poter scegliere, sperimentare. Significa anche difendere un modello culturale, perché un vino nasce dalla terra, dalle parole che usiamo per descriverlo. Questo viaggio attraverso le vigne d’Italia lascia un’impressione profonda: la grandezza del vino italiano sta nella sua molteplicità. Ogni collina, ogni valle, ogni isola ha dato vita a una voce diversa. Ogni bottiglia è non solo vino, ma atto di resistenza culturale. E allora il nostro compito non è solo bere o produrre vino, ma ricordare i nomi. Perché ogni vite ha un nome. E ogni nome è una storia da raccontare.
The Wonders of Italy
In 2025 we celebrate a century of excellence of the Istituto della Enciclopedia Italiana with a work entitled The Wonders of Italy. This volume showcases the photographic work of Massimo Listri and invites us on an unforgettable journey through Italy’s most fascinating palaces and gardens, symbols of beauty, culture, and history. The Wonders of Italy is not just a book, but a true visual journey across the architectural and artistic wonders that define our country. The text by the Institute’s director, Massimo Bray, and the introduction by Professor Luciano Canfora guide readers through this captivating voyage, retracing the history of the Treccani Encyclopedia over the past hundred years and offering a historical and cultural framework that enriches the visual experience, while celebrating Treccani’s invaluable contribution to Italian and international culture. The Wonders of Italy is a tribute to a century of knowledge and beauty—an opus that, with its elegant format and breathtaking images, seeks to inspire and move all those who love Italy and wish to discover its marvels.




