In uscita
Funny Games and Other Stories
Bernardo Siciliano
Funny Games and Other Stories accompagna la mostra di Bernardo Siciliano presso lo Spazio Arte Treccani di Roma, ripercorrendo la ricerca pittorica dell’artista attraverso i temi della memoria, del tempo e della percezione.
Tra Roma, città natale, e New York, dove ha vissuto per quasi trent’anni, Siciliano costruisce un universo visivo fatto di figure, interni domestici e paesaggi urbani. Scene apparentemente quotidiane si caricano di una tensione sottile, sospese tra familiarità e straniamento, presenza e assenza.
Il titolo della mostra, ispirato all’omonimo film di Michael Haneke, evoca l’ambiguità del gioco e il confine incerto tra leggerezza e inquietudine. Attraverso una pittura rigorosa e un intenso dialogo con la tradizione figurativa, Siciliano tenta di trattenere istanti destinati a scomparire, trasformandoli in immagini aperte a molteplici interpretazioni.
Introdotto dalla prefazione di Massimo Bray e arricchito dai contributi di Giuseppe Armogida, Emanuele Trevi e Chiara Barzini, il volume riunisce le otto opere selezionate per la mostra e un corpus di oltre cento lavori, offrendo uno sguardo articolato sull’evoluzione dell’artista e sulla sua riflessione intorno alla fragilità della memoria e delle immagini.
Palladio by Lois Conner
Fotografie di Lois Conner
Questo volume unisce la potenza evocativa delle immagini di Lois Conner, fotografa di fama internazionale, allo sguardo critico e narrativo di Francesca Dal Lago e Guido Beltramini, per restituire un ritratto inedito delle architetture palladiane nel Nord-Est italiano. Attraverso il suo inconfondibile linguaggio fotografico, Conner esplora ville, palazzi e paesaggi ideati da Andrea Palladio, cogliendone l’armonia geometrica e la tensione poetica con la luce e lo spazio circostante. Le immagini invitano a riscoprire la vitalità di un patrimonio che ha plasmato non solo l’identità del territorio veneto, ma anche l’immaginario architettonico mondiale. I saggi di Francesca Dal Lago e Guido Beltramini accompagnano e ampliano il percorso visivo: da un lato contestualizzano l’opera di Palladio nella storia dell’arte e dell’architettura, dall’altro riflettono sul dialogo tra fotografia e architettura, mostrando come lo sguardo contemporaneo possa restituire nuova vita a forme create cinquecento anni fa. Un libro d’arte e di pensiero capace di parlare agli studiosi e agli appassionati di fotografia, architettura e paesaggio, celebrando la perenne attualità del genio palladiano.
La regina della cultura
Cristina di Svezia a Roma
Figura straordinaria nella storia europea, Cristina di Svezia attraversa il Seicento come protagonista di una vicenda unica, capace di intrecciare politica, religione e cultura. Dopo l’abdicazione al trono e la conversione al cattolicesimo, il suo arrivo a Roma nel 1655 segna l’inizio di una nuova stagione: quella di una sovrana senza regno che si reinventa come protagonista della vita intellettuale della città.
Questo volume, realizzato in occasione dell’omonima mostra presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, restituisce la complessità di Cristina di Svezia come autentica “regina della cultura”, al centro di una rete internazionale di artisti, letterati, musicisti e scienziati. Attraverso saggi, documenti e apparati iconografici, il libro ricostruisce il suo ruolo nella Roma barocca, dove fonda accademie, promuove il dibattito intellettuale e sostiene le arti come strumenti di costruzione del sapere.
Collezionista raffinata e mecenate, Cristina di Svezia contribuisce alla circolazione di opere, idee e linguaggi, favorendo un dialogo continuo tra le corti europee e il contesto romano. La sua corte diventa così un laboratorio culturale aperto, in cui convivono teatro, musica, filosofia e scienza, anticipando modelli di sociabilità intellettuale moderni.
Tra apparati critici e materiali espositivi, il libro si configura come uno strumento di studio e al tempo stesso come un racconto coinvolgente, che restituisce tutta l’attualità di una protagonista fuori dagli schemi, al crocevia tra Nord e Sud, tra tradizione e modernità.
VIAGGIO NELL’ARCHITETTURA CINESE
Questo volume ripercorre settemila anni di processo evolutivo architettonico della Cina, dal Neolitico alle dinastie Yuan, Ming, Qing. Malgrado le differenze tra le singole fasi e grazie a un grande numero di siti, possiamo seguire la progressiva formazione e il consolidamento di caratteristiche comuni e apprezzare la ricchezza artistica dovuta alla diversità stilistica e funzionale degli edififici: templi, palazzi imperiali, altari, residenze private, giardini, mura ed edififici urbani, religiosi e commerciali, mausolei, ponti. In particolare sotto le dinastie Han, Tang e Ming, che costituiscono un periodo omogeneo, fifiorente e di enorme sviluppo nella storia cinese, l’architettura ha raggiunto risultati eccelsi. Nella grande eterogeneità geografifica, sociale e climatica del paese, millenni di creazioni e successive integrazioni hanno dato vita a un sistema costruttivo e urbanistico unico, dalle peculiarità evidenti e defifinite, diffuso largamente anche al di là delle grandi città e delle capitali, e con una spiccata adattabilità e plasticità. Questo stile è perdurato fino a oggi e ha fortemente influenzato quello di paesi vicini quali la Corea, il Giappone e l’area del Sud-est asiatico. Il volume, che in Cina è stato inserito tra i libri di eccellenza culturale, è corredato da molti disegni tratti dalle rilevazioni dell’autore.
L’ALBERO DI NATALE
a cura di Emanuela Bufacchi
Una favola natalizia sospesa tra realismo e meraviglia, che racconta la possibilità di una redenzione umana. Un’opera a cui Domenico Rea tornò per quasi quarant’anni, qui riscoperta attraverso la riproduzione di un manoscritto del 1952, finora inedito, con le illustrazioni della moglie Anna Maria Perilli. Un’edizione che svela la genesi e le trasformazioni di un racconto particolarmente significativo nella produzione dello scrittore.
DOVE CONDUCE L’AMORE
FELICITÀ, BELLEZZA E MISTERO IN SANT'AGOSTINO
Agostino di Ippona ha avuto un’influenza straordinaria su tutta la cultura occidentale. Benché, infatti, sia ritenuto una auctoritas senza eguali da tutta la teologia latina medievale e il più autorevole dei padri della Chiesa, la sua rilevanza non può essere circoscritta all’influsso avuto sulla sacra doctrina. Il fascino che ha esercitato sulla filosofia moderna e contemporanea è stato incommensurabile. Agostino è rimasto il punto di riferimento a cui si sono rivolti nei secoli tutti coloro che hanno riflettuto sull’importanza dell’interiorità umana, sulla relazione tra libero arbitrio e grazia divina, sul tema della predestinazione, sulla relazione tra Chiesa e Stato, sul rapporto tra giustizia e religione, sul valore della tolleranza in una società secolare, sulla pace e sulla guerra. Ma al centro del suo pensiero, e di questo libro, sta l’amore: essere umano significa per Agostino essenzialmente essere una persona che ama. L’amore genera tutta la nostra capacità di trascendere noi stessi, ma anche la miseria della nostra debolezza, della nostra inettitudine. Dunque la ricerca della felicità e la realizzazione della virtù necessitano di qualcosa che vada oltre le possibilità naturali dell’uomo: la grazia divina. Luca Colacino, nota il cardinal José Tolentino de Mendonça, «ha l’intelligenza di non leggere Agostino come un monumento da contemplare a distanza, ma come un compagno di strada per uomini e donne che, sotto la superficie iperconnessa della vita contemporanea, custodiscono la medesima, antichissima sete». Ecco che allora «questo libro non è soltanto un saggio su un cammino, ma è esso stesso un cammino, che invita il lettore a interrogare i propri amori, a riconoscerne il peso e la direzione».