In uscita
DOVE CONDUCE L’AMORE
FELICITÀ, BELLEZZA E MISTERO IN SANT'AGOSTINO
Agostino di Ippona ha avuto un’influenza straordinaria su tutta la cultura occidentale. Benché, infatti, sia ritenuto una auctoritas senza eguali da tutta la teologia latina medievale e il più autorevole dei padri della Chiesa, la sua rilevanza non può essere circoscritta all’influsso avuto sulla sacra doctrina. Il fascino che ha esercitato sulla filosofia moderna e contemporanea è stato incommensurabile. Agostino è rimasto il punto di riferimento a cui si sono rivolti nei secoli tutti coloro che hanno riflettuto sull’importanza dell’interiorità umana, sulla relazione tra libero arbitrio e grazia divina, sul tema della predestinazione, sulla relazione tra Chiesa e Stato, sul rapporto tra giustizia e religione, sul valore della tolleranza in una società secolare, sulla pace e sulla guerra. Ma al centro del suo pensiero, e di questo libro, sta l’amore: essere umano significa per Agostino essenzialmente essere una persona che ama. L’amore genera tutta la nostra capacità di trascendere noi stessi, ma anche la miseria della nostra debolezza, della nostra inettitudine. Dunque la ricerca della felicità e la realizzazione della virtù necessitano di qualcosa che vada oltre le possibilità naturali dell’uomo: la grazia divina. Luca Colacino, nota il cardinal José Tolentino de Mendonça, «ha l’intelligenza di non leggere Agostino come un monumento da contemplare a distanza, ma come un compagno di strada per uomini e donne che, sotto la superficie iperconnessa della vita contemporanea, custodiscono la medesima, antichissima sete». Ecco che allora «questo libro non è soltanto un saggio su un cammino, ma è esso stesso un cammino, che invita il lettore a interrogare i propri amori, a riconoscerne il peso e la direzione».
VIVERE IL CAMBIAMENTO
LA LEZIONE DI ENZO SERENI
Il singolare profilo biografico di Enzo Sereni (1905-1944) incarna una tipologia di intellettuale che ha attraversato un’era di incertezza non tanto dissimile dalla nostra, reagendovi in modo originale e risoluto. Figlio di una vitale borghesia romana, Sereni decise di rispondere alla crisi italiana ed europea degli anni Venti e Trenta del secolo scorso elaborando idee nuove e rischiando in prima persona, fino alla scelta estrema di farsi paracadutare sulle linee nemiche europee per provare a salvare i confratelli e il suo stesso paese natio dalla furia dell’occupazione nazista. Missione dalla quale non tornò vivo perché venne ucciso a Dachau il 18 novembre 1944. L’incontro con gli intellettuali ebrei in fuga dall’Europa, il dialogo con le aree inquiete del mondo socialista democratico, l’interesse e la curiosità per alcune espressioni della tradizione religiosa ebraica, il consapevole confronto in Palestina non solo con il sionismo ma anche con il nascente nazionalismo arabo lo portarono ben oltre la sua formazione e il suo ambiente. Nella Germania durante l’ascesa del nazismo, negli Stati Uniti negli anni difficili del New Deal, nell’Europa smarrita dal “Patto di Monaco”, in Iraq nel momento drammatico della guerra o ad Alessandria d’Egitto a programmare il futuro per una nuova Italia postfascista, Sereni scelse sempre e comunque di essere partecipe e protagonista dei processi di cambiamento del proprio tempo. La sua lezione è che il futuro non è scritto nel presente ma può essere definito, rinnovato, arricchito di suggestioni e visioni che allargano la nostra conoscenza, e per questo la speranza.
POLITICHE PUBBLICHE: VALUTAZIONE E PARLAMENTO
a cura di Federico Silvio Toniato
«La valutazione delle politiche pubbliche non chiede di diventare né specialisti, né tuttologi. Valutare non significa “dare un voto”, ma “dare valore”. Quello del valutatore non è uno status che precede, ma il risultato riconoscibile di un’attività credibile e coerente. Così la tecnica del diritto diventa tecnologia giuridica che incide sulla realtà effettiva. La valutazione da tecnica si ridefinisce come funzione costituzionale che assume il paradigma degli articoli 54, 81 e 97 della Costituzione come espressione dei princìpî di consapevolezza e di razionalità. La valutazione delle politiche pubbliche è un’operazione di verità; meglio evitare di andare contromano, ma talvolta è necessario andare controvento». Federico Silvio Toniato