In uscita
Niccolò Machiavelli
Introduzione di Alessandro Campi
Nessun pensatore ha forse mai avuto un’influenza così forte, immediata e duratura sui posteri come Niccolò Machiavelli. Nessun autore è stato tanto coinvolto in polemiche e discussioni non solo in ambito speculativo e politico, ma in vari contesti di vita. E nessuno storico politico, nel corso del Novecento, ha innovato, almeno in Italia, gli studi su di lui quanto Federico Chabod, che con le sue lucidissime e rigorose analisi ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile, a dispetto del moltiplicarsi delle tendenze critico-interpretative, degli approcci disciplinari e degli indirizzi esegetici. Questa voce dell’Enciclopedia Italiana, compendio straordinariamente efficace della vita e dell’opera di Machiavelli, è illuminata da un’ampia introduzione di Alessandro Campi che la confronta infine con quella più breve dello stesso Chabod su Francesco Guicciardini che chiude il volume.
Tommaso D’Aquino
Introduzione di Pasquale Porro
Pensatore straordinario già agli occhi dei contemporanei, Tommaso d’Aquino risulta ancora oggi una figura di grande fascino intellettuale e spirituale, di cui si continuano ad apprezzare il genio speculativo e il rarissimo e armonico connubio dello scienziato e del santo. Come mostra questa voce enciclopedica di Martin Grabmann e Franz Pelster, suoi autorevoli studiosi, ha saputo spaziare dalla teoria della conoscenza alla metafisica, dalla filosofia naturale alla psicologia, dall’estetica all’etica, fino alla filosofia sociale e politica, indagando magistralmente sia i misteri del cristianesimo sia la complessità della metafisica aristotelica. Pasquale Porro, che a Tommaso ha dedicato numerosi studi, colloca il saggio nel contesto della medievistica della prima metà del Novecento, cogliendovi la presenza di tutti i temi classici del neotomismo dell’epoca.
Universo
Introduzione di Francesca Matteucci
Da quando, nel 1998, Margherita Hack ha descritto le conoscenze sulla struttura dell’universo in questa voce pubblicata su “Frontiere della vita” dall’Istituto della Enciclopedia Italiana, l’astronomia ha fatto sicuramente molti passi avanti: alcune idee ancora in embrione sono state sviluppate e nuove scoperte hanno aperto inediti filoni di ricerca, come racconta Francesca Matteucci nell’introduzione a questo volume. Tuttavia, l’analisi dell’autrice, una delle astrofisiche più note al mondo, rimane un punto fermo in materia: per come ricostruisce i processi che conducono alla formazione di una stella, alla sua evoluzione e poi alla sua morte; per come delinea le caratteristiche generali della nostra galassia, delle altre e degli ammassi di galassie e riporta le osservazioni che indicano la presenza di materia oscura; per come, infine, illustra i riscontri relativi all’origine dell’universo e alla sua storia.
La grammatica della menzogna
Perché si mente? Non per tradire la realtà, ma per renderla compatibile con il proprio limite di accettabilità. Mentiamo ogni volta che la verità produrrebbe una perdita, una frattura o un danno. La menzogna si esprime nella sua forma piena solo nel linguaggio, là dove il falso diventa verificabile: omissioni, attenuazioni, riformulazioni e costruzioni alternative si rivelano modalità regolari con cui il soggetto interviene sul reale. Le manifestazioni extralinguistiche possono solo ampliare il fenomeno. Il falso, dunque, non sostituisce il vero per negarlo, ma per correggerne gli effetti. Da ciò deriva la tesi centrale del volume: la menzogna è, in fondo, una tecnica di sopravvivenza, adottata per impedire che la verità produca ciò che il soggetto non è in grado di sostenere. L’autrice ne offre conferma grazie all’analisi di un ampio corpus di testi mendaci eterogenei che si costituiscono a vario titolo intorno a una finzione – false testimonianze, deliri, simulazioni, giochi di ruolo –, esaminati non per la loro natura deviante, ma per la capacità di rendere visibili operazioni di costruzione del falso. In essi ricorrono sempre le stesse procedure: riduzione di ciò che eccede, sostituzione di ciò che manca, costruzione di ciò che avrebbe potuto essere, deviazione da ciò che danneggerebbe. Il libro sposta così il fuoco dall’inganno alla necessità: la menzogna emerge come modalità fondamentale attraverso cui il soggetto rimodula il reale per conformarlo a ciò che avrebbe potuto o dovuto essere, l’estremo strumento che il linguaggio fornisce quando la verità, da sola, non basta.