AA. VV.
VIVERE IL CAMBIAMENTO
LA LEZIONE DI ENZO SERENI
A cura di Simonetta Della Seta
Il singolare profilo biografico di Enzo Sereni (1905-1944) incarna una tipologia di intellettuale che ha attraversato un’era di incertezza non tanto dissimile dalla nostra, reagendovi in modo originale e risoluto. Figlio di una vitale borghesia romana, Sereni decise di rispondere alla crisi italiana ed europea degli anni Venti e Trenta del secolo scorso elaborando idee nuove e rischiando in prima persona, fino alla scelta estrema di farsi paracadutare sulle linee nemiche europee per provare a salvare i confratelli e il suo stesso paese natio dalla furia dell’occupazione nazista. Missione dalla quale non tornò vivo perché venne ucciso a Dachau il 18 novembre 1944. L’incontro con gli intellettuali ebrei in fuga dall’Europa, il dialogo con le aree inquiete del mondo socialista democratico, l’interesse e la curiosità per alcune espressioni della tradizione religiosa ebraica, il consapevole confronto in Palestina non solo con il sionismo ma anche con il nascente nazionalismo arabo lo portarono ben oltre la sua formazione e il suo ambiente. Nella Germania durante l’ascesa del nazismo, negli Stati Uniti negli anni difficili del New Deal, nell’Europa smarrita dal “Patto di Monaco”, in Iraq nel momento drammatico della guerra o ad Alessandria d’Egitto a programmare il futuro per una nuova Italia postfascista, Sereni scelse sempre e comunque di essere partecipe e protagonista dei processi di cambiamento del proprio tempo. La sua lezione è che il futuro non è scritto nel presente ma può essere definito, rinnovato, arricchito di suggestioni e visioni che allargano la nostra conoscenza, e per questo la speranza.
Il singolare profilo biografico di Enzo Sereni (1905-1944) incarna una tipologia di intellettuale che ha attraversato un’era di incertezza non tanto dissimile dalla nostra, reagendovi in modo originale e risoluto. Figlio di una vitale borghesia romana, Sereni decise di rispondere alla crisi italiana ed europea degli anni Venti e Trenta del secolo scorso elaborando idee nuove e rischiando in prima persona, fino alla scelta estrema di farsi paracadutare sulle linee nemiche europee per provare a salvare i confratelli e il suo stesso paese natio dalla furia dell’occupazione nazista. Missione dalla quale non tornò vivo perché venne ucciso a Dachau il 18 novembre 1944. L’incontro con gli intellettuali ebrei in fuga dall’Europa, il dialogo con le aree inquiete del mondo socialista democratico, l’interesse e la curiosità per alcune espressioni della tradizione religiosa ebraica, il consapevole confronto in Palestina non solo con il sionismo ma anche con il nascente nazionalismo arabo lo portarono ben oltre la sua formazione e il suo ambiente. Nella Germania durante l’ascesa del nazismo, negli Stati Uniti negli anni difficili del New Deal, nell’Europa smarrita dal “Patto di Monaco”, in Iraq nel momento drammatico della guerra o ad Alessandria d’Egitto a programmare il futuro per una nuova Italia postfascista, Sereni scelse sempre e comunque di essere partecipe e protagonista dei processi di cambiamento del proprio tempo. La sua lezione è che il futuro non è scritto nel presente ma può essere definito, rinnovato, arricchito di suggestioni e visioni che allargano la nostra conoscenza, e per questo la speranza.



